( Gianluca Parisi ). Spesso i politici eletti nelle circoscrizioni del Mezzogiorno si dimenticano del loro mandato elettorale e si vendono all’oligarchia economica, anteponendo l’interesse privato a quello pubblico. Inchieste giudiziarie su corruzione e cattiva gestione della cosa pubblica sono ormai all’ordine del giorno.
I Politici eletti nelle circoscrzioni del Nord dell’Italia se ne lavano le mani e consentono a criminali senza scrupoli di crocifiggere la popolazione del Mezzogiorno: il caso dei rifiuti tossici, il federalismo fiscale che ruba risorse al Mezzogiorno, l’utilizzo improprio di fondi europei per lo sviluppo del Mezzogiorno ne sono la riprova.
La vera Italia siamo noi! L’Italia è quella che parte da Ventimiglia, segue la dorsale appennica fino alla Romagna. In queste terre è nata la cultura italiana, dalla Toscana fino alla Sicilia, passando per la Sardegna. Le regioni Padane non fanno altro che sfruttare le altre, sfruttano la manodopera degli emigranti, ci mettono in concorrenza con gli immigrati stranieri, inquinano le nostre terre con i rifiuti delle loro aziende, dettano le loro condizioni per la distribuzione degli eccellenti prodotti agricoli meridionali.
Ci dicono he siamo mafiosi ma la vera mafia sono loro, quella delle regioni padane e della loro popolazione che accetta ben volentieri gli investimenti che le mafie fanno nel loro territorio.
Si tratta di una popolazione senza storia, senza cultura, di origine slava, barbara che per vivere non può far altro che sfruttare altre popolazioni. Ed è questo che hanno sempre fatto e adesso stanno facendo con maggiore intensità.
I nostri politici cosa fanno? Niente! Ma sono preoccupati! Si preoccupano dal fatto che prima o poi noi italiani del Mezzogiorno, da sempre abituati a subire, potremmo dire basta. Non è un caso che il Partito Democratico abbia avviato il coordinamento del Nord e che Berlusconi abbia tessuto accordi con Movimenti Meridionalisti come l’MPA di Lombardo.
E’ giunto il momento che le genti dell’Italia sappiano, che siano informati per rivendicare i nostri diritti, per far valere la nostra cultura italica.
Per far ciò è necessario un giornale per il Mezzogiorno, è necessario che i politici eletti nel Mezzogiorni abbandonino politiche centraliste alle dipendeze di una parte d’Italia (la Padania) che nulla ha di italiano. E’ necessario che la gente sappia che in Lucania ci sono giacimenti petroliferi enormi che sono sfruttati come in Nigeria, è necessario che la gente sappia che questi quattro padani ci trattano come africani, che sono razzisti nei confronti dei nostri emigranti.
Non tutti sanno che il più antico documento in lingua italiana (latino volgare) è stato ritrovato a Capua in provincia di Caserta e recita: “Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte sancti Benedicti”. Tradotto: “E’ risaputo che quelle terre, per quei confini così definiti, sono stati in parte posseduti per trenta anni dai preti Benedettini”.
Provate a far tradurre ancora oggi nei dialetti padani questa frase e vedrete che verrà fuori un idioma incomprensibile a qualsiasi italiano.
Provate a chiedere ad un padano cosa sia la “Magna Grecia”, vi risponderà probabilmente che si trata di un dolce greco.
Provate ad immaginare se l’unità d’Italia fosse avvenuta all’incontrario, da Sud a Nord.
Per tutti questi motivi lanciamo un appello attraverso internet a tutte le realtà di informazione del Mezzogiorno d’Italia ad unirsi per dar via un giornale per il Mezzogiorno Italiano che in maniera indipendente informi la nostra popolazione per far cessare definitivamente questo sfruttamento economico che subiamo da anni. (Chi vuole aderire e essere contattato per dar via al progetto info: gianluca.parisi(@)ilmezzogiorno.net)
“Il Mezzogiorno”. Un giornale per dire basta allo sfruttamento
7 Gennaio 2009 · Lascia un Commento
Categorie: Politica